scuola facebook
Se sei un professore , esprimerti liberamente su Facebook può costarti caro . Una maestra elementare di una scuola di Paterson, in New Jersey, ha scritto sulla sua bacheca Facebook di sentirsi un guardiano che passa tutto il giorno a badare a futuri criminali , ed è stata sospesa dal suo preside per aver criticato on-line i suoi alunni. La frase era destinatas soltanto agli amici facebook del professore , ma per qualche sfortunata coincidenza è stata letta anche dai genitori dei suoi allievi che, imbufaliti, ne hanno addirittura richiesto il licenziamento. Ora l'intera vicenda è passata nelle mani del giudice. Terry Corallo, la portavoce del distretto scolastico, ha confermato che in attesa che il Tribunale dica la sua, la docente è stata sospesa dall'incarico. Logicamente la storia non ha mancato di suscitare pareri contrastanti e di dividere le coscienze , in chi pensa che sia giusto servirsi anche di questi mezzi di comunicazione per punire chi sbaglia , e su chi invece fa notare giustamente che tutto questo è una violazione della privacy. Ad ogni modo penso che il professore avrebbe potuto evitare tutto questo semplicemente configurando in maniera corretta le numerose impostazioni sulla privacy che Facebook mette a disposizione.


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